28 aprile - 8 maggio 2006

28 aprile - Partiamo con il solito nostro grande entusiasmo alle ore 11,00 da
Fiumicino per l'aeroporto di Atene dove arriviamo alle ore 14,00
ore locali;
purtroppo dobbiamo aspettare le solite quattro ore prima di imbarcarci per
Santorini dove arriviamo circa alle 19,00; fa piuttosto freddo e ci
accorgiamo di aver sbagliato guardaroba. Con un pullman ci accompagnano
all'albergo che è molto grazioso e dotato di piscina, inoltre è situato nella
capitale Fira vicino al centro e questo ci consente di goderci la bella vista
della caldera dall'alto della passeggiata panoramica. Dopo un breve riposo ci
incontriamo a cena dove abbiamo la piacevole sorpresa di conoscere il prof.
Christos Doumas, insigne archeologo e amico personale del prof. Di Vita, che ci accompagnerà nella visita di Akrotiri
il giorno dopo.
29 aprile - Con un pullman raggiungiamo gli scavi di Akrotiri
che si trovano diversi metri sotto il piano della campagna;
gli scavi non sono
aperti al pubblico per il crollo di parte della copertura nel
settembre del 2005 e vi è in corso una ristrutturazione. Per prima visitiamo i
depositi con gli ultimi reperti trovati, colpisce una grande
tinozza decorata
con voli di rondini e cerbiatti forse adibita a bagno datata circa 3.000 a.C. ,
e poi tantissimi vasi enormi con lettere che indicavano probabilmente il
contenuto. Lasciamo i magazzini e, con molta cautela, il
prof. Doumas che dirige gli scavi ci accompagna nella visita della antica città
ed è meraviglioso che non ci sia la solita folla urlante, l'atmosfera è ben
diversa! La città dell'età del bronzo è rimasta per millenni sotto una spessa
coltre di lava, pomice e cenere, ma ora dopo gli scavi ci appare con le sue
strade, piazze, edifici con più piani collegati da scale; splendidi
affreschi
sono stati trovati sulle pareti di alcune case e ora si possono ammirare nel
nuovo Museo Preistorico di Fira provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di
Atene. Dopo un pranzo a base di pesce in riva al mare (alcuni di noi approfittano per
fare un bagno) rientriamo a Fira e ci rechiamo al Museo Preistorico dove
finalmente ammiriamo gli affreschi da Akrotiri e in un sala non aperta al
pubblico una splendida kore ricavata in un monolito di marmo alta oltre due metri e proveniente
dalla necropoli arcaica di Sellada in ottime condizioni di conservazione,
bellissima nella sua severità ed eleganza.
30 aprile - Al mattino presto visitiamo il museo Archeologico di
Fira dove sono esposti pregevoli reperti soprattutto ceramiche dal periodo
miceneo a quello romano provenienti da varie località dell'isola. Subito dopo ci
rechiamo a visitare i resti dell'Antica Thera fondata dai Dori nel IX sec a.c. ;
il sito archeologico è raggiungibile con una strada a tornanti molto pericolosa
stretta e vertiginosa pertanto dobbiamo lasciare il pullman e salire su piccoli
pulmini fino a un piccolo piazzale con un panorama magnifico sulla spiaggia nera di
Kamari; poi a
piedi per un ripido sentiero. Mentre saliamo incontriamo i rilievi rupestri del
santuario di Artemidoro di Perge con un'aquila simbolo di Zeus, un leone per
Apollo, un delfino per Poseidone con in un medaglione il ritratto di Artemidoro.
Proseguiamo verso l'agorà, alcune abitazioni e il teatro; per la verità i resti
non sono molti anche perchè non si può procedere oltre verso il tempio di
Apollo. A questo punto ci sorprende un temporale ma noi impavidi
torniamo indietro con un altro percorso terminando la visita e scendendo a Kamari per un gelato. Il pomeriggio a Fira è
libero e si va per negozi, alcuni in taxi si recano a Ia abbarbicata sul margine
della caldera, è molto suggestiva e famosa per i tramonti a mare.
1 maggio - Nella mattinata libera ci rechiamo in barca all'isola
vulcanica di Nea Kameni al centro della caldera, dove pennacchi di fumo e
croste
di zolfo indicano che il vulcano è ancora attivo. Dal mare la caldera appare in
tutta la sua grandezza e drammaticità, con le pareti a picco e i paesini
bianchissimi posti sul margine di un baratro di circa 300 mt. Dopo lo
sbarco ci aspetta un faticosa salita camminando fra cenere e lapilli. Arriviamo in cima alla
bocca
centrale, il panorama è sorprendente, l'aria
è calda e c'è un forte vento; si ha l'impressione di essere al centro di un
vulcano le cui pareti scendono a picco nel mare; sempre in barca facciamo il giro dell'isola verso Palea Kameni dove è possibile fare il bagno nell'acqua calda fra bolle di gas.
Ritorniamo al porticciolo, ci aspetta la motonave che ci porterà a
Naxos.
Il mare non è molto amichevole ma la nave è molto grande e all'arrivo a Naxos la
visione un po' surreale di una grandiosa porta nel nulla ci fa dimenticare i
disagi della traversata. Ci accompagnano in albergo a dir il vero troppo lontano
dal centro della città e dal mare con le camere sparse in villette attorno ad
una piscina non utilizzabile per un fortissimo vento che ci accompagnerà per
tutto il viaggio. Ci arrangiamo con un pulmino dell'albergo che fa due viaggi
per accompagnarci al porto; siamo curiosi ed interessati di sapere della grande
porta. Il realtà la "portara" era il portale della cella di un grande
tempio
dedicato probabilmente ad Apollo e mai terminato. Ci attardiamo fino al
tramonto
che è molto suggestivo con il sole inquadrato dalla porta, poi anche per
ripararci dal forte vento ci avviamo verso il vecchio borgo alla base del
castello veneziano.
2 maggio - Al mattino andiamo a visitare il Museo archeologico
che possiede una importante collezione di arte cicladica, poi ritorniamo a
visitare il castello nelle cui mura furono riciclati alcuni marmi provenienti
dal tempio incompiuto sul porto. Scendendo verso la Cattedrale ortodossa
incontriamo i resti dell'antica agorà e di una necropoli scavata di recente su
cui è stato costruito un piccolo museo. Riprendiamo il pullman e ci dirigiamo
verso l'interno dell'isola a Sangrì dove è stato ricomposto in mezzo alla
campagna un telesterion dedicato a Demetra e Kore; nel vicino museo
possiamo osservare la ricostruzione della struttura che aveva una eccezionale
copertura di marmo che lasciava trasparire la luce. Ci dirigiamo ora verso
Apolonas sul mare, prima però diamo uno sguardo ad Apíranthos chiamato il
villaggio di marmo perchè questo materiale è largamente usato per pavimentare le
strade e le scalinate. Ad Apólonas, in una cava di marmo, si trova un koúros
monolito, colossale, appena sbozzato, abbandonato forse per il formarsi di
alcune crepe, con un accenno di barba, interpretato come Dioniso. A
Melànes, in
un aranceto privato cerchiamo un altro kouros che giace quasi ultimato,
ma con una gamba spezzata, sotto una quercia, quasi a riposare.
3 maggio - Al mattino partenza per Páros,
c'è un gran vento freddo, sembra inverno, il mare è molto mosso ma la nave è
grande. Arriviamo
all'albergo che anche questa volta è molto fuori città con le
stanze sparse in un gran giardino pieno di fiori e di... scale. Subito visita al
museo archeologico che ospita in un giardino pieno di rose vari sarcofagi e una
stele che segnava il confine della città; all'interno oltre a molti vasi e
alcune statue, il pezzo forse più importante è un frammento della "cronaca di
Paros" una sorta di cronologia storica e artistica realizzata su marmo nel III
sec. a.C. Perseguitati da un vento forte e continuo ci dirigiamo dopo pranzo
verso le rovine della città ellenistica, alle spalle del Museo archeologico;
si possono riconoscere strade ed edifici effettivamente mal tenuti e
coperti di erbacce, anche se la presenza di mosaici pavimentali fanno pensare ad
un quartiere ricco; interessante la sovrapposizione di alcuni mosaici di tessere
del III sec a.C. su uno precedente di ugual disegno ma a ciottoli del IV sec.
Lasciate queste rovine andiamo a visitare la cattedrale Panaghía
Ekatontapilianí (Nostra Signora delle Cento Porte)
in realtà costituita da tre chiese distinte; nel Battistero rimane ancora la
vasca cruciforme ad immersione. Ultima visita della giornata uno scavo
effettuato da una archeologa amica del prof. Di Vita: si tratta di un
cimitero
di fronte al mare con tombe di varie epoche a partire dal VII sec. a.C. e con
varia tipologia: sarcofagi, urne, obelischi; dalle pareti a vetri di un piccolo
locale adiacente adibito a museo ma chiuso è possibile vedere fotografie degli
scavi e dei reperti rinvenuti. Dopo una giornata così ricca rientriamo in
albergo.
4 maggio - Al mattino saliamo al Kastro veneziano dopo aver
attraversato un borgo con piccole strade lastricate e pulite; ad un tratto di
fronte
a noi appare un torrione stupefacente interamente costruito con un
rimontaggio di marmi antichi: rocchi di colonne,architravi,capitelli, fregi
provenienti probabilmente da un vicino tempio di Atena di cui rimane il solo
basamento in parte rimasto sotto edifici posteriori in bellissima posizione sul
mare. Ci avviamo per visitare il santuario di Apollo Pythios e il contiguo
Asklepieion, ma la natura rigogliosa che ha coperto ogni cosa, la scarsissima
manutenzione e un abbaiare furioso di cani ci consigliano di ritirarci senza
prima essere saliti in cima alla collina per vedere nulla. Pertanto ci dirigiamo
alla volta delle famose cave di marmo a Marathi, marmo che ci sorprende ancora
oggi per la lucentezza e la trasparenza; questo è il marmo della Venere di Milo,
della Nike di Samotracia, dei frontoni di Olimpia, delle opere di Prassitele. La
strada che conduce alle cave è tutta lastricata di marmo: si possono vedere gli
ingressi di tre gallerie ora del tutto abbandonate ed è possibile addentrarsi in
una con l'aiuto di una lampadina tascabile: l'impressione è grande e non si può
non pensare alla povera gente costretta a lavorare nelle viscere della terra per
lunghe ore con la luce di esigue fiammelle. Ci dirigiamo verso il borgo marino
di Naoussa per cercare di raggiungere gli scavi a Koukounariès. Di non facile
accesso su una collina rocciosa, siamo costretti ad arrampicarci su enormi massi
granitici, la fatica però è compensata oltre che dal panorama, dal fatto che ci
troviamo su di un sito in cui la prima presenza umana può essere datata tra il
4500 e 3200 a.C. . Sulle terrazze digradanti sono visibili l'insediamento
arcaico in basso e quello miceneo sulla sommità, ma il vento è veramente molto
forte e ci costringe a scendere con qualche difficoltà.
5 maggio - Dobbiamo partire per Míkonos
ma il vento molto forte impedisce alla nave di attraccare, pertanto restiamo in
attesa di un
prossimo imbarco. Dopo ore di attesa riusciamo a partire con un
Flying Cat che ci porta a Míkonos
dopo una traversata infernale fra onde altissime; l'albergo questa volta è
proprio sul porto ma tutto in salita a ridosso di una collinetta: la vista dalle
stanze è superba, sul porto e in lontananza l'isola di Tinos, vi è un bellissima
piscina rotonda e anche tanti fiori. Peccato che il vento ci perseguita!!! Ci avviamo verso
il centro del paese, il museo è già chiuso e così approfittiamo per passeggiare
lungo il porticciolo dove una fila ininterrotta di caffè e piccoli ristoranti
accolgono i turisti assetati ed affamati; eleganti boutique e gioiellerie
offrono la loro merce in vetrine sfavillanti mentre basta allontanarsi un poco
dalle vie centrali per trovare angoli tranquilli con case tutte bianche e
balconi fioritissimi. Vi sono moltissime piccole chiese, molto graziosa la
piccola Ágios Nikólaos che si specchia nel porto a protezione dei naviganti e
dei pellicani!!!, e
poi la Panagía Paraportianí costituita in realtà da quattro cappelle disposte su
due livelli. Il quartiere della "piccola Venezia" è molto caratteristico con le
case lambite dal mare e loggiati in legno trasformati in ristoranti e caffè. Una
fila di vecchi mulini a vento sono posti in posizione soprelevata in modo
scenografico e sono quasi il simbolo dell'isola.
6 maggio - Partenza per Delos isolotto arido e ventoso dove
sarebbero nati da Latona perseguitata da Hera, Apollo e Artemide.
Naturalmente il
vento è implacabile e il mare agitato. Le più antiche
testimonianze umane si hanno sul monte Cinto (III millennio a.C.), poi in
età micenea sorge un esteso abitato sul luogo del futuro santuario di Apollo;
dopo un periodo di egemonia di Naxos, Delos cade sotto l'influenza di Atene e
diviene sede della lega Delio-Attica ospitandone il tesoro fino a quando Pericle
non lo fa portare ad Atene. Dopo due "purificazioni" che portarono allo
smantellamento di tutte le tombe dell'isola che furono trasferite nella vicina
isola di Renea, fu imposto rigorosamente il divieto di "nascere e morire"
sull'isola. Sotto il dominio di Roma Delos conobbe il massimo splendore
divenendo una città di circa 25.000 abitanti che poggiava la sua economia
principalmente sul prestito di denaro e sul commercio degli schiavi; tutta
questa ricchezza attirò le mire di Mitridate che la saccheggiò. Due giovani
archeologi francesi ci aspettano e ci guidano in una visita a dir il vero troppo
frettolosa, sommaria e limitata all'area sacra e alla terrazza dei leoni.
Finalmente soli con il nostro professore Di Vita continuiamo la visita con la
promessa di ritornare il giorno seguente. Raggiungiamo la zona del lago sacro
ora prosciugato con al centro una palma sotto la quale sarebbe avvenuto il parto
divino, poi ci rechiamo nel museo dove ci aprono anche locali non aperti al
pubblico; molti sono i vasi, statue incomplete e corrose, vi sono anche in una
sala separata i leoni originali tolti dalla terrazza esterna, stele dedicatorie
e una deliziosa placchetta di avorio con guerriero con scudo. Proseguiamo la
visita salendo sul monte Cinto, salita molto ripida e faticosa, ma compensata da
una visione impareggiabile dell'antica città ai tuoi piedi. Scendiamo con un
altro itinerario per vedere il quartiere residenziale con le sue case con
cortili centrali e stanze adorne da notevoli mosaici che hanno dato il nome alle
ville: casa delle Maschere, dei Delfini, del Tridente, di Cleopatra. Incontriamo
anche i resti del teatro, grandissimo ma che conserva solo i sedili in basso e
parte del muro laterale di contenimento formato da grandi massi in contrasto.
Ci mettiamo in posa per la foto ricordo del gruppo. Rientriamo al porto con l'intesa di ritornare il giorno dopo per proseguire la
visita.
7 maggio - Cominciamo la giornata con il piccolo ma interessantissimo Museo
archeologico di Míkonos che ospita ceramiche provenienti da
Delos e dalle necropoli di
Renea; nella sala principale un collezione di vasi in stile geometrico e
cicladico, ma quello che sorprende di più è un grande pithos in argilla
decorato in rilievo con scene tratte dalla guerra di Troia rese con molto
verismo e drammaticità. Ritorniamo a Delos ripercorrendo il
portico di Filippo V
e passando attraverso il monumentale Propileo; ci addentriamo nell'area sacra
con i tre templi dedicati ad Apollo: l'Oikos dei Nassi il primo, il
Grande Tempio di Apollo al centro e poi il più antico Pórinos
naós dove era conservato il tesoro della
Lega delio-attica. Dietro a questa area si trova il Monumento dei
tori cosiddetto per dei semipilastri ornati da teste di tori, costruzione allungata
che sembra ospitasse una grande nave donata ad Apollo dal re Antigono Gonata.
Oltrepassata la fontana Minòa unica sorgente dell'area sacra, l'agorà degli
Italici e il lago sacro ci dirigiamo in mezzo a un tripudio di fiori selvatici
verso i resti del Ginnasio e dello Stadio che conserva il muro di terrazzamento
che lo separa dal quartiere vicino; un po' più lontano sulla scogliera ma non
raggiungibile i resti della più antica Sinagoga. Con un po' di melanconia
rientriamo a Mikonos, questa è la nostra ultima visita, domani si parte
8 maggio - Ironia della sorte la giornata della partenza è assolutamente senza vento e il mare liscio come olio.
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