14 aprile - 25 aprile 2007

14 aprile - Mattinata grigia e piovosa; l'appuntamento è alle 13,30 all'Aeroporto di Fiumicino per partire alle ore 16,00 con la Royal Jordanian. Siamo tutti puntualissimi ed anche ... l'aereo parte puntuale. Ottimo viaggio ed atterriamo ad Amman alle ore 20,00 circa (orologio avanti di un'ora). Il nostro Hotel è il Crowne Plaza, molto moderno e confortevole, dove ceniamo e presto a riposarsi: dobbiamo essere in perfetta forma per iniziare il nostro giro.
15 aprile - Partenza alle 8,00 verso nord per raggiungere Umm
Qays, l'antica Gadara che, fondata in periodo ellenistico, fece parte della
Decapolis. Partendo dal parcheggio, dopo aver costeggiato le antiche mura,
la prima struttura che si incontra è il teatro ovest, molto imponente e
restaurato, tutto in basalto nero, con due ordini di posti poteva ospitare circa
3000 persone. Poco oltre la terrazza della basilica molto ampia nei sui 95 metri
di lunghezza con una fila di botteghe verso la strada ed una interessante
struttura a pianta ottagonale appartenente ad una chiesa del VI secolo. Dopo
aver incrociato il decumano massimo si arriva ad un punto molto panoramico verso
le alture del Golan e il lago di Tiberiade; peccato che la forte foschia
impedisce un poco la visione. Ritornando un poco indietro ci si arrampica al
museo; intorno ad un cortile sono esposti un mosaico del IV sec. rinvenuto in
una tomba, una statua acefala in marmo bianco della dea Tyche, alcune
porte in
basalto decorate che chiudevano le tombe e dei sarcofagi. Di fronte all'ingresso, ricoperto da
vegetazione si scorge quello che rimane del teatro nord. Ritornando al
parcheggio si attraversano le rovine del villaggio ottomano che risalgono
al XVIII-XIX secolo. Ripartiamo e sono circa le 13,00 quando arriviamo a Jerash,
l'antica Gerasa, anch'essa città della Decapolis; ci accoglie uno
straordinario arco di trionfo eretto nel 129 d.C. in onore dell'imperatore
Adriano in visita alla città, è a tre fornici e doveva diventare l'ingresso
principale della città una volta prolungate le mura ma restò isolato lontano
dalla porta sud; alla base dei pilastri una elegante ghirlanda di foglie di
acanto scolpite. Dietro l'arco l'ippodromo utilizzato ora per spettacoli
serali, poteva contenere 15.000 spettatori e misurava 245 per 50 metri.
Proseguendo si arriva alla porta sud che immette nella straordinaria Piazza
ovale di forma ellittica che serviva da collegamento fra il cardo maximus e il
tempio di Zeus. Si decide di proseguire lungo il
cardo
maximus fino alla porta nord e
tornare indietro sul terrazzamento superiore; percorriamo tutta la via colonnata
che incrocia il decumano sud attraverso il tetrapilo sud e il decumano nord con
il tetrapilo nord poco prima della porta nord in restauro. Tornando indietro,
dopo il teatro nord (in realtà un odeon) si incontra il maestoso Tempio di
Artemide cui si accedeva con una scalinata su cui più tardi è stata costruita
una chiesa; dietro al tempio le rovine di numerose chiese,
quella dei Santi Cosma e Damiano conserva il pavimento in mosaico originale. Altro punto di interesse un elegante ninfeo con
una grande vasca di granito davanti; ultimo in ordine di tempo, ma non ultimo il
Tempio di Zeus dal cui piazzale antistante si ha una magnifica vista sulla
piazza ovale e la via colonnata che si tingono di rosa, siamo al tramonto. Nel
vicino teatro sud restaurato e utilizzato durante il festival della città,
assistiamo (fortunati!!!) all'esibizione della banda giordana di cornamuse che
suona motivi militari.
16 aprile - Ad ovest di Amman visitiamo il villaggio Iraq
al-Amir
(Principe) conosciuto per il Qasr al-Abd (palazzo dello
Schiavo) molto
suggestivo e costruito con immensi blocchi monoliti, sorgeva
forse al centro di un lago artificiale nel quale si rifletteva; non fu mai
terminato. Ci dirigiamo verso est per visitare alcuni castelli del deserto;
incontriamo per primo in posizione isolata il Qasr al-Kharaneh possente,
costruito in pietra rosa su due piani, con sale decorate a stucchi e una
iscrizione in caratteri cufici che riporta al 710 d.C.; presumibilmente luogo di
incontro tra tribù per trovare accordi politici. Altro castello Qusayr
(castelletto) Amrah, singolare costruzione con coperture a volta; è uno dei
castelli degli omayyadi meglio conservato creato da Walid I come luogo di
delizie, con stanze affrescate con affascinanti e vivaci affreschi un po'
"spinti" e con annesse piccole terme; all'esterno un pozzo irrigava alcuni
giardini. Il castello è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Ultima visita al Qasr al-Azraq una volta in un'oasi; la costruzione è tutta in
basalto nero, con le parti più antiche databili intorno al 300 d.C.; il luogo è
ricordato soprattutto perché fra il1917 e il1918 vi soggiornò Lawrence durante
la guerra degli Arabi contro i Turchi. Rientriamo ad Amman.
17 aprile - Partiamo verso Madaba famosa soprattutto per
i suoi mosaici di epoca bizantina; prima tappa la chiesa di
San Giorgio che
conserva sul pavimento il mosaico con la carta della Palestina risalente alla
metà del VI sec.; ne sono giunti a noi alcuni frammenti molto belli e
interessanti, al centro è raffigurata Gerusalemme con molti particolari, poi il
Mar Morto con i pesci del Giordano che tornano indietro. Non è
molto agevole orientarsi, ma in una saletta attigua c'è una copia a grandezza
naturale che può essere studiata nell'attesa di entrare nella chiesa. Poco
distante è possibile visitare il Parco archeologico, molto meno affollato e
ugualmente degno di essere visto; dopo essere passati con una passerella sopra
la strada romana che era delimitata da un colonnato, si accede alla chiesa del
Profeta Elia con mosaici un po' sbiaditi ma dove si nota un grazioso uccellino
verde, al di sotto la cripta di Elianos di epoca anteriore; riattraversata la
strada romana si entra in un grande ambiente coperto da una tettoia: qui sono
visibili bellissimi mosaici pavimentali; della sala di Ippolito ricca residenza
bizantina è il mosaico con motivi floreali e uccelli, con al centro Fedra e
Ippolito e in alto Afrodite e Adone con Eros e la personificazione di tre città,
l'attigua chiesa della Vergine Maria ha un pavimento con motivi geometrici.
Nella chiesa degli Apostoli il pavimento a mosaico è una delle poche opere dove
figura il nome del mosaicista. Ripartiamo verso Ma'in e il Mar Morto: una strada
molto pericolosa, con terreno friabile e franoso, ci porta in un luogo molto
isolato dove ci sono sorgenti termali, piscine e cascate di acqua calda e
fredda; il luogo ci impressiona molto, anche se l'albergo è moderno e bello,
perché un recentissimo temporale aveva trasportato sulla strada e in una delle
piscine un mare di fango (non si può fotografare). Siamo molto preoccupati
perché le montagne franose
incombono proprio sull'albergo.
18 aprile - Partiamo verso Mukawir villaggio dominato dalla
fortezza di Macheronte, il castello di Erode il
Grande; in questo castello Erode
Antipa fece decapitare Giovanni Battista. I
resti archeologici non sono molti e decidiamo di non arrampicarci fino alla cima
della collina. Ci dirigiamo verso il complesso di Monte Nebo, luogo molto
venerato dove secondo la tradizione morì e fu sepolto il profeta Mosè dopo aver
contemplato la Terra Promessa che non raggiunse mai. All'ingresso un enorme
monolito in pietra alto più di 5 metri ricorda il Giubileo del 2000 e la visita
di Papa Giovanni Paolo II; dopo aver attraversato i resti dell'antico monastero
si entra nel Memoriale di Mosè coperto da una struttura stabile dove sono
conservati sulla sinistra bellissimi pavimenti a mosaico del battistero antico
della grande basilica bizantina (metà del VI sec.) costruita sulla chiesa
primitiva del IV sec.; anche sulla parte destra del complesso vi sono altri bei
mosaici ma più piccoli, che si vedono non troppo bene a causa di transenne che
impediscono il passaggio. Il piazzale antistante offre un vastissimo
panorama
verso il Mar Morto, Gerico, il fiume Giordano e Gerusalemme e il grande
monumento in bronzo opera di un italiano con una croce e un serpente. Su
richiesta generale ci rechiamo a Betania al di là del Giordano per visitare i
luoghi del Battesimo di Gesù; il luogo è molto suggestivo anche se sorge nei
pressi del delicato confine fra Israele e i territori Palestinesi: infatti i
controlli sono accurati e ci seguono alcuni soldati armati; in verità il
Giordano delude perché è ridotto a un piccolo corso d'acqua melmoso, in effetti
i battesimi avvenivano nelle sorgenti del wadi Kharrar che poi confluisce nel
Giordano. Dopo questa visita è tempo di andare verso il mar Morto dove si trova
il nostro grandioso albergo-villaggio vacanze; alcuni di noi vogliono fare
subito il bagno, però non c'è spiaggia ma molte rocce che rendono difficoltosa
la discesa in acqua e il troppo sale arrossa gli occhi, per fortuna vi sono dei
bagnini volenterosi. Ci godiamo un bellissimo tramonto!!!!
19 aprile - Riprendiamo il viaggio e dopo essere passati vicino
all'ingresso della riserva naturale di Wadi Mujib, abbandoniamo il
Mar Morto
dirigendoci verso
Karak. Posta a più di 900 metri di altitudine, la
cittadina è dominata da una imponente roccaforte teatro di episodi molto cruenti
fra i crociati franchi e le armate musulmane del Saladino; è abbastanza facile
distinguere le parti realizzate dai primi in pietra vulcanica scura e poco
lavorata perché molto dura da quelle dei secondi in calcare tenero più chiaro e
a blocchi più regolari. Si entra dopo aver oltrepassato un fossato dalla Porta
degli Ottomani, mentre il vecchio ingresso la Porta dei Crociati non è
accessibile; i ruderi sono maestosi, sono conservate delle gallerie e passaggi
che è utile esplorare con una pila; sono ben riconoscibili le cucine, il
grandioso forno e forse un frantoio. Dal cortile superiore la vista spazia fino
al Mar Morto e al Giordano; verso lo Wadi Karak il pendio roccioso è molto
ripido e vertiginoso, sembra che il crociato Reginaldo di Chatillon facesse
eliminare i nemici precipitandoli da questa rupe con la testa in una scatola.
Interessante il piccolo museo archeologico che espone fra l'altro una copia
della Stele di Mesha. Ripartiamo rapidamente perchè vogliamo arrivare a
Petra
in tempo per fare una prima visita parziale: ed è così perché nel primo
pomeriggio siamo già in cammino (a piedi) verso questo luogo inimmaginabile, le
parole non possono descriverlo, bisogna vederlo: si segue il letto dello Wadi
Musa fino all'ingresso del Siq (la gola), una diga costruita su quella dei
Nabatei impedisce alle acque di irrompere nella gola durante le piene improvvise
(ora è asciutto), l'emozione è forte, il passaggio in alcuni punti si
restringe fino a pochi metri con pareti di roccia che raggiungono l'altezza di 200 metri;
antichi canali sulle pareti convogliavano l'acqua fino alla città e la
colorazione delle rocce è veramente sorprendente. All'improvviso un chiarore in
fondo ci avverte che siamo per uscire dalla gola e la rosea facciata di
Khazne Faraun (il c.d. Tesoro del Faraone) ci appare in tutta la sua grandiosità e
bellezza (metri 30 per 40 di altezza circa), anche se non ben illuminata, scolpita nella roccia e con motivi decorativi molto raffinati; ci
sediamo e sorseggiando un tè alla menta restiamo in contemplazione dello
splendido monumento.
20 aprile - Ritorniamo al sito per proseguire la visita, ci
attende una giornata molto faticosa. Ripercorriamo il Siq questa volta con la
luce del
mattino e la facciata di Al-Khazneh ci appare tutta illuminata, è il
momento migliore per fotografarla; proseguendo sulla strada delle facciate ricca
di tombe di vario tipo si giunge al teatro scavato nella roccia dai Nabatei nel
I sec. d.C.; proseguendo si arriva al centro della città con il ninfeo, la via
colonnata i mercati e i templi; in lontananza sulla destra si scorgono le così
dette Tombe reali che visiteremo al ritorno. Ci soffermiamo sul
Grande Tempio
ancora in corso di scavo da parte di una Università americana con dei
caratteristici capitelli con teste di elefanti ed un pavimento a piastrelle
esagonali e poi sul Qasr al-Bint imponente tempio, uno dei pochi edifici di
Petra costruito e non scavato. Sono circa le 11,30 quando alcuni di noi,
chi a piedi e chi a dorso di asino, decidono
di salire al complesso monumentale di ad-Deir (il Monastero) grandioso nella
facciata di 50 metri per 45 di altezza, più grande di quella di Al-Khazneh; la
fatica della salita che nell'ultima parte conta circa 800 gradini abbastanza
ripidi è compensata dalla bellezza del luogo. Scendendo diamo uno sguardo alla
Tomba dei Leoni in una piccola gola e poi al nuovo museo, proseguiamo la visita
con il tempio del Leone Alato e la chiesa bizantina detta dei papiri perchè sono
stati trovati una serie di papiri amministrativi del VI secolo con contratti,
vendite, prestiti, eredità; i ruderi della chiesa sono coperti da un enorme
tendone che protegge i bei mosaici del pavimento; nostra ultima tappa le
tombe
reali tralasciate prima, da vicino sono veramente maestose: tomba del palazzo
splendida imitazione di un palazzo a tre piani, tomba corinzia, tomba della seta
e tomba dell'urna con un ampio terrazzo davanti che poggia su un doppio ordine
di volte. Un po' a malincuore prendiamo la via del ritorno.
21 aprile - Partiamo per andare a visitare le rovine del
villaggio neolitico di al-Bayda che risalgono a circa 9000 anni fa, ed è
considerato
insieme a Gerico uno dei siti più antichi del Medio Oriente; sono
riconoscibili strutture circolari più antiche in seguito divenute
rettangolari,con un probabile piano superiore e rappresentano il momento del
passaggio dalla vita nomade alla vita sedentaria con attività agricole e di
allevamento di bestiame. Poco distante imbocchiamo il Siq al-Barid comunemente
chiamata Piccola Petra, affascinante anche se non paragonabile per grandiosità a
Petra, con locali scavati nella roccia probabilmente un luogo di incontro e
scambi commerciali; sono visibili alcuni triclini, uno dei quali, accessibile
mediante una scala esterna scavata nella roccia, presenta alcune pitture
parietali sbiadite e annerite ma ancora riconoscibili. Ci dirigiamo ora verso
sud, nostra prossima tappa è Wadi Rum (localmente Ramm) deserto di
straordinaria bellezza legato alle imprese del leggendario "Lawrence d'Arabia".
Abbandoniamo il pulman è saliamo su alcuni fuoristrada che sembrano poco
affidabili; i colori sono bellissimi, gli imponenti jebel si innalzano
dal terreno sabbioso come immense torri (i sette pilastri della saggezza),
pinnacoli, le valli dove prima scorrevano fiumi sono larghe e si trovano a circa
900 metri sul livello del mare, le vette superano i 1700 metri; fra stanziali e
nomadi vi sono circa 5000 persone ed è facile che vi offrano del tè nelle loro
tende. Numerose sono le incisioni rupestri lasciate dai cacciatori e nomadi a
partire dal IV millennio a.C.; vi sono figure umane (anche un parto), animali,
scene di caccia ed anche frammenti di scrittura in tamudico, nabateo, cufico ed
infine arabo. Dopo il deserto ci dirigiamo a sud verso il mare, Aqaba è
vicina e qualcuno approfitta per fare un bagno al mare!!!
22 aprile - Abbiamo poco tempo per fare un giro nella cittadina;
proprio di fronte al nostro albergo vi sono le rovine dell'antica Ayla usata
come porto sin dal tempo del Re Salomone; sono visibili i resti dell'antica
città islamica, mentre recentemente poco lontano è stato scoperto quello che
forse è uno dei luoghi di culto cristiano più antico al mondo (risale alla fine
del III sec.) costruito appositamente. Un po' più lontano verso il centro della
cittadina sempre sul bel lungomare si trova il forte mamelucco del XVI forse
costruito su una precedente struttura crociata; successivamente fu utilizzato
come caravanserraglio per i pellegrini in viaggio verso la Mecca. Sopra
l'ingresso principale campeggia lo stemma hascemita posto qui dopo lo scoppio
della Rivolta Araba partita proprio da Aqaba: infatti sventola la loro grande
bandiera (è un po' diversa da quella della Giordania). Prendiamo un catamarano che
ci porterà a Nuweiba in Egitto per poi andare nel Sinai presso il
Monastero di Santa Caterina d'Alessandria. Il battello è molto in ritardo e
temiamo di non giungere in tempo per iniziare la visita del monastero che chiude
alle ore 17,00; per fortuna ci aspettano e dopo un giro di orientamento fra le
varie costruzioni, in parte ancora da restaurare, addossate alle mura e ammassate le une accanto alle altre,
visitiamo la chiesa (è vietato fotografare
nell'interno delle costruzioni del Monastero) con bellissime porte in legno di cedro
(o cipresso?) intagliate, a tre
navate, numerose lampade d'argento e di oro pendono dal soffitto; il mosaico
della Trasfigurazione sull'altare maggiore è coperto per restauro; dietro
l'abside si trova la cappella del Roveto ardente riccamente decorata con
ceramica araba blu, vi si può accedere solo scalzi; all'esterno dell'abside vi è
una pianta unica nel suo genere nella zona che dicono essere il Roveto. Andiamo
nel museo dove sono esposte pregevoli icone di tutte le epoche. E' tardi e ci
proponiamo di completare la visita il mattino seguente prima della partenza. Due
nostri giovani amici si preparano alla salita notturna con fiaccole del Jebel
Musa:
23 aprile - Iniziamo la giornata facendo un giro esterno alle
mura restaurate o rifatte più volte in grossi blocchi di granito, si riconosce
ancora
l'ascensore a carrucola che veniva utilizzato nel medioevo per accedere
al convento e per issare le provviste. C'è molta gente, per fortuna la chiesa e
il museo li abbiamo visti il giorno prima; la nostra guida ci porta a vedere (6
persone alla volta) da vicino il mosaico (vietato fotografare) della Trasfigurazione in restauro, è
molto emozionante, si entra da una finestra del tetto e si arriva a pochissima
distanza dall'opera!!! Sorpresa della giornata la visita alla Biblioteca
(inaccessibile) del monastero ricca di circa 3500 manoscritti , seconda solo dopo
quella dei Musei Vaticani; saliamo sul terrazzo al di sopra del refettorio per
avere una visione di insieme del complesso e delle
zone circostanti, poi un piccolo rinfresco offerto in nostro onore ed uno
scambio di doni; dovremmo avere un incontro con l'arcivescovo, ma noi abbiamo
fretta di partire e non vogliamo perdere la nave (dovrebbe partire alle 14,00).
Fortunatamente proprio all'ultimo minuto abbiamo questo incontro e la
benedizione. Partiamo per Nuweiba in
gran fretta, ma il tempo non è dei migliori: fortissimo vento,
sabbia che si
solleva da tutte le parti, mare agitatissimo; in effetti il nostro battello (un
catamarano) non arriva da Aqaba e comincia una estenuante attesa dei un battello che
ci porterà indietro. Passano le ore, poi il vento si calma e riusciamo a partire
a mezzanotte circa . Cerchiamo di riposare nel migliore dei modi sdraiandoci sui
divani, ma c'è molta gente che dorme in terra; arriviamo ad Aqaba verso le 4,30 e subito il pulman ci carica e partiamo per
Amman: che nottata!
24 aprile - Ci diamo appuntamento alle 11,00 per una visita alla
Cittadella; si scorgono subito i resti delle colonne del tempio di
Ercole che
era collegato con la città bassa, il teatro, il foro, per mezzo di una scalinata
monumentale; da una terrazza panoramica vicina si può ammirare il
teatro, il
foro, il centro antico della città e i quartieri moderni sulle colline. Fra i
reperti più interessanti del museo archeologico vi sono le
statue antropomorfe
di calcare e argilla con decorazioni di bitume nero provenienti da Ain Ghazal,
località nei pressi di Amman, che risalgono al neolitico e alcuni manoscritti
del Mar Morto in rame provenienti dalle grotte di Qumran dove si parla di un
favoloso tesoro. Uscendo dal museo si procede verso Al-Qasr palazzo degli
Omayyadi dimora del governatore di Amman e centro amministrativo; degna di nota
la sala delle udienze con una caratteristica cupola (ricostruita) e una
decorazione a stucchi. Nel pomeriggio proseguiamo il giro della città bassa
partendo dal Teatro romano che però è chiuso: esso è ricavato dal fianco di una
collina ed ha di fronte una fila di colonne che appartenevano al
Foro uno dei
più grandi di tutto l'impero romano oggi occupato da un giardino; su un lato del
foro è visibile l'Odeon restaurato per ospitare concerti e altre manifestazioni.
Poco oltre il Ninfeo, fontana monumentale oggi circondata e soffocata da edifici
moderni, era un grande complesso su due piani con mosaici e sculture e
probabilmente una grande piscina, confinava con il ruscello che attraversava la
città e che ancora oggi scorre sotto la strada; il monumento è in restauro e
sono visibili tre grandi absidi semicircolari con nicchie. Prendiamo un taxi e
ritorniamo in albergo: domani si ritorna a casa.
25 aprile - Partiamo in perfetto orario, stanchi, ma molto soddisfatti per tutto quello che abbiamo visto e già pensiamo al prossimo viaggio: la Siria???
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