23 maggio - 4 giugno 2005
23 maggio - Siamo tutti pronti per la partenza, puntuali alle ore 9,00 a
Fiumicino. E' l'occasione per incontrare di nuovo vecchi amici che non
abitano a
Roma. I partecipanti sono 37, ma partiamo in 34 in quanto tre amici ci
raggiungeranno dopo. L'aereo decolla alle ore 11,30 e atterra a Djerba alle re
13,00. Ci accoglie subito un'aria calda e afosa compensata però da una guida
locale simpatica e istruita che ci accompagnerà per tutto il viaggio. Cominciamo
un giro in pullman e ci fermiamo a mangiare in un grazioso locale. Riprendiamo
il giro dell'isola verso sud, verso l'antica Meninx, alla ricerca dei resti di
un mausoleo triangolare che però non troviamo; un po' delusi ci aggiriamo fra
poche vestigia molto mal tenute dell'antica città e poi traghettiamo verso la terra
ferma, in zona predesertica, verso Gabes. Il paesaggio è monotono, piatto,
con nostro grande disappunto coperto di cartacce e rifiuti di ogni genere, ma
con tanti ulivi. Arriviamo a
Sfax (l'antica Taparura) dove pernottiamo. Dopo cena prima lezione del nostro prof. Di Vita che ci
illustra l'evoluzione e la storia della Tunisia nell'arco di circa 3000 anni.
24 maggio - Con il pullman facciamo il giro delle mura e delle porte della
città vecchia, più volte rifatte e restaurate; la porta più imponente è
Bab
ed-Diwan di fronte al museo che visitiamo e che ci da un primo assaggio di
mosaici. Partiamo per el-Jem (l'antica Thysdrus) attraversando grandi distese di
olivi; il grandioso anfiteatro ci appare all'improvviso al di sopra di basse
case bianche, terzo in grandezza dopo quello di Roma e quello di Capua è stato
dichiarato nel 1979 dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Il prof. Hédi
Slim che ha tenuto a Roma una conferenza proprio su el-Jem ci aspetta al museo
per mostrarci i bellissimi mosaici provenienti dalla città e dai dintorni; il
museo stesso è la ricostruzione di una villa romana scavata nella zona. Dietro
il museo vi sono gli scavi di alcune sontuose ville con splendidi mosaici in
loco; attraversando la strada ci appaiono i resti di due piccoli
anfiteatri, il
più antico (I sec. d.C.) scavato nella roccia mentre il secondo è sovrapposto.
Dopo il pranzo visitiamo molto accuratamente il bellissimo anfiteatro sempre con
la guida del prof. Slim che ringraziamo calorosamente. Ripartiamo verso
Monastir
(l'antica Ruspina)
graziosa cittadina in riva al mare con l'intenzione di visitare il bellissimo
"Ribat" fortezza della fede, abitato un tempo dai monaci guerrieri; purtroppo è
tardi e l'edificio è chiuso; ritorniamo indietro sulla piazza dove troneggia il
mausoleo della famiglia Bourguiba. Il nostro albergo è un po' fuori la
cittadina, in un grande complesso turistico sul mare a Port el-Kantaoui.
25 maggio - Partiamo verso Sousse, l'antica Hadrumetum, che insieme a
Monastir e Kairouan erano "le porte del Paradiso"; facciamo con il
pullman il giro delle mura e ci fermiamo a visitare il bellissimo museo
allestito ai piedi dei bastioni della kasba. Sono conservati mosaici che sono
degli autentici capolavori: citiamo una bellissima testa del dio Oceano un tempo
sul fondo di una vasca, il trionfo di Bacco con il dio su di un carro trainato
da quattro tigri; tantissimi sono i mosaici che coprono le pareti delle sale
fino al soffitto e anche i pavimenti, veramente lo sguardo si perde in una
girandola infinita di colori. Riprendiamo il giro delle mura e entriamo nella
medina attraverso quella che una volta era Bab el-Bahr, la porta del mare; la
Grande Moschea non è visitabile, mentre invece possiamo finalmente entrare nel
"Ribat" molto interessante anche se forse troppo restaurato; dalla torre di
vedetta si ha un bel panorama sulla città. Ripartiamo per
Kairouan dove
alloggiamo nel migliore albergo "Kasbah" ricavato proprio nell'antica Medina.
Nel pomeriggio iniziamo la visita recandoci al bacino degli
aghlabidi serbatoi a
cielo aperto di acqua alimentati da un acquedotto proveniente dai monti vicini;
saliamo sul terrazzo ed abbiamo veramente una visione completa della zona e
sulla città. Nei pressi vi è la Zaouia di Sidi Sahbi (la moschea del barbiere in
omaggio alla tomba di un compagno del profeta che si dice portasse con se tre
peli delle barba di Maometto); anche se, come al solito è proibito entrare nella
sala delle preghiere, ammiriamo i bei cortili colonnati ornati di maioliche
colorate e stucchi traforati. Il pullman ci lascia alla porta della medina e noi
la attraversiamo a piedi verso l'albergo.
26 maggio - Al mattino visita alla Grande Moschea, veramente grandioso il
cortile porticato e il bel minareto a base quadrata con tre piani; al
centro del
cortile alcune grate chiudono le aperture di vaste cisterne scavate per
raccogliere l'acqua piovana; sopra alcuni gradini una meridiana che segna l'ora
della preghiera. L'ambiente interno della moschea è maestoso, non è visitabile
ma possiamo spiare con le macchine fotografiche dalle porte centrali, una selva
di colonne in marmi, piastrelle di maiolica colorate, legni intagliati. Partiamo
per Sbeitla, l'antica Sufetula città romana incredibilmente ben
conservata con una regolare planimetria; entriamo costeggiando alcune case
bizantine fortificate e un frantoio. Arriviamo al foro attraverso una porta
monumentale: alla vasta piazza una volta porticata fa da sfondo il
Capitolium
con i tre templi dedicati a Giove, Giunone e Minerva; vi si accedeva con
scalinate solo dai templi laterali e l'aspetto è veramente imponente. Facciamo
un giro nel nucleo paleocristiano della città, visitando alcune basiliche che
conservano ancora i battisteri, alcuni mosaicati, incassati nel terreno dove si
battezzava ad immersione. Il solo è molto forte e preferiamo andare a pranzo
rimandando al pomeriggio la continuazione della visita. Da lontano essendo fuori
dal recinto degli scavi vediamo il ponte-acquedotto che portava l'acqua alla
città; proseguiamo la visita con le fontane, le terme e il teatro completamente
ricostruito nella cavea e concludiamo con l'arco della tetrarchia di
Diocleziano. Ritorniamo a Kairouan e qualcuno è tentato da un bagno in piscina.
27 maggio - Partenza per Maktar, l'antica Mactaris, posta su di un
altipiano di circa 900 mt, per cui è un po' più fresca. Questa città nacque
come
fortezza dei numidi poi si sono stratificate diverse epoche fino all'occupazione
bizantina. Il museo è molto piccolo con un lapidario e alcuni mosaici; arriviamo
al foro con un imponente arco di Traiano trasformato in fortezza dai bizantini;
in lontananza le grandi terme del sud ben conservate con imponenti pareti ancora
in piedi. Proseguiamo per la Schola degli Juvenes, associazione di giovani,
trasformata poi in basilica cristiana; nei pressi una tomba megalitica e per
finire nei pressi dell'uscita i resti di un anfiteatro che unico in Tunisia non
ha sotterranei. Fuori dell'abitato ci soffermiamo vicino al mausoleo degli
Julii che attira molto l'attenzione del prof. Di Vita. Arriviamo
el-Kef
(l'antica Sicca Veneria), in posizione elevata con stradine molto strette tanto
che il pullman non può passare: proseguiamo a piedi per un lungo tratto dominato
dalla fortezza turca; visitiamo la "basilica", la cui vera natura è controversa, con
un atrio porticato da cui si accede ad una sala con nicchie alle pareti di cui
non si conosce l'uso. Dovremmo visitare Musti, ma è tardi e la rimandiamo
all'indomani; la strada per l'albergo ad Ain Draham è molto lunga
e tortuosa perchè la località è posta a circa 900 metri.
28 maggio - Visitiamo per prima cosa Musti posta sulla via che
collegava Cartagine a Tebessa; rimangono i resti del tempio di Apollo e del
tempio di Cerere, un po' in alto i resti della cittadella bizantina; solitario
si erge uno dei due archi che scavalcavano la strada. Poco dopo arriviamo a
Dougga (l'antica Thugga) grande e bellissima città, molto ben conservata e
in posizione panoramica. Fa molto caldo e siamo anche un po' stanchi. La pianta
della città non è regolare per cui è faticoso orientarsi anche avendo una pianta
a disposizione; cominciamo la visita dal teatro abbastanza piccolo e in parte
restaurato per gli spettacoli. Una piccola strada porta verso la piazza della
Rosa dei Venti così detta perchè sul pavimento sono incisi i nomi dei dodici
venti; su questa piazza si affacciano il Foro e il Capitolium eccezionalmente
conservato forse perchè trasformato in fortezza bizantina, con una grande
scalinata di accesso. Tutto è ricoperto di tappeti multicolori: si sta
preparando uno spettacolo televisivo per la sera. Proseguiamo la visita con il
tempio di Caelestis con colonne molto eleganti al centro di un emiciclo. Nei
pressi grandi cisterne ricevevano acqua da alcune sorgenti poco lontane e
probabilmente la portavano alle terme. Dopo un intervallo per il pranzo
riprendiamo la visita della città recandoci presso il mausoleo libico-punico che
sarebbe rimasto quasi intatto se non fosse stato in parte demolito per
impadronirsi di una iscrizione bilingue. Nonostante il caldo ci arrampichiamo
fino al tempio di Saturno in magnifica posizione panoramica di cui restano
alcune colonne. La visita è finita e ci avviamo verso il pullman in mezzo a una
moltitudine di ragazzi vocianti che si avviano verso il Teatro e il Capitolium
per assistere agli spettacoli della sera. Ain Draham ci aspetta con un po'
di frescura.
29 maggio - Giornata dedicata alla visita di Bulla Regia per fortuna
non troppo lontana dal nostro albergo. Si notano per prima cosa le
imponenti
rovine delle terme di Julia Memmia; proseguendo un po' in salita si cominciano a
incontrare le vestigia che caratterizzano la località: sontuose dimore che
avevano locali abitativi sotterranei dove gli abitanti si ritiravano per
sfuggire al grande caldo che opprimeva la piana dove sorgeva la città. Visitiamo
la casa della caccia con un bellissimo peristilio sotterraneo,
la casa della pesca con una fontana, la casa di
Anfitrite con un bel mosaico pavimentale in situ e avviandoci all'uscita il
teatro in parte restaurato. Dopo il pranzo una deviazione ci porta a
Chemtou
(l'antica Simitthus) importante centro di estrazione e lavorazione del marmo.
Nel cortile del piccolo museo c'è la ricostruzione con pezzi originali della
facciata del santuario numidico che sorgeva in cima al colle, inoltre reperti
che illustrano la storia del sito e i lavori che si svolgevano; ci viene
proiettato anche un documentario. Molto interessante la scoperta appena al di
sotto del pavimento del foro, di alcune monumentali tombe puniche di forma
circolare; arrampicandosi sulla collina si ha un bel panorama e la visione del
quartiere operaio alla base. Rientriamo ad Ain Draham.
30 maggio - Lasciamo definitivamente Ain Draham per andare verso Tunisi.
Prima tappa Ain Tounga, l'antica Thignica, che ci accoglie con le
vestigia spettacolari della
fortezza bizantina, di pianta trapezoidale con cinque torri quadrate; del
tempio
rimangono sul terreno enormi colonne e trabeazioni; il teatro non è stato per
nulla restaurato, fatto questo eccezionale che ci emoziona molto. Altri ruderi
sparsi sono coperti dalle erbacce, pertanto ripartiamo per
Biserta dove
arriviamo per il pranzo. Facciamo un rapido giro della cittadina, al vecchio
porto molto pittoresco, alla medina e al quartiere andaluso. Proseguiamo per
Utica una volta splendida città sul mare messa in crisi per l'avanzamento
della costa; gli scavi non sono molto estesi, ma molto curati; è stata messa in
luce una intera "insula", la meglio conservata è la casa della cascata,
molto grande, con due ingressi e marmi ai pavimenti con al centro una fontana
monumentale; interessanti le colonne con capitelli istoriati di una casa
accanto; ad un livello molto più basso è stata trovata una
necropoli punica con
tombe a fossa e sarcofagi. proseguiamo per Tunisi dove ci fermeremo per 5
giorni in un confortevole albergo.
31 maggio - Partiamo per la penisola di Capo Bon cominciando il giro dalla
costa settentrionale; nei pressi di Korbous ci fermiamo per
ammirare un panorama
mozzafiato, si potrebbe anche vedere la costa di Cartagine, ma il tempo non è
favorevole e c'è foschia. Proseguiamo per Kerkouane città punica ancora
in fase di scavo, le cui rovine occupano un lieve pendio verso il mare
conservando l'impianto originario. Seguiamo le mura fino al mare, sono ben
riconoscibili il circuito esterno e quello interno, costruzioni destinate ai
soldati, torri e porte; le case avevano una corte con un pozzo e le stanze
intorno, molto spesso c'era una sala da bagno con vasca anche doppia e
condutture per scaricare l'acqua; il pavimento era rivestito con terra colorata
di rosso mattone e punteggiata di frammenti di marmo bianco, potevano esserci
dei motivi come il "segno di Tanit". Visitiamo anche il museo che espone
i reperti delle vicine necropoli fra cui un sarcofago in legno raffigurante una
donna. Mossi da curiosità ci rechiamo alle necropoli che troviamo molto
interessanti: sono scavate nel terreno roccioso e si accede alla camera
sepolcrale con una scala molto ripida; ci siamo inoltrati poi in una tomba
affrescata che ha generato molte discussioni sulla interpretazione delle figure
dipinte: un gallo, una città fortificata, un altare in fiamme. Mentre rientriamo
a Tunisi diamo uno sguardo alla fortezza bizantina di Kelibia.
1 giugno - Usciamo da Tunisi e seguiamo per lunghi tratti i resti di un
acquedotto che prendeva le acque da Zaghouan per portarla a
Cartagine; è davvero
imponente con lunghi tratti ben conservati dove è ancora visibile il condotto a
volta sopra le arcate. Siamo diretti ad Oudna (l'antica Uthina); gli
scavi sono ancora in corso e nell'anfiteatro ci accoglie il direttore degli
scavi che ci guida nella visita; ci soffermiamo vicino ad una casa dove sono state
poste copie di bellissimi mosaici oggi al museo del Bardo che raffigurano i
lavori nei campi. Ci arrampichiamo fino al Capitolium immensa struttura su
arcate e volte che formano una specie di collina artificiale che consente di
ampliare lo spazio sovrastante. Proprio sulla spianata del Capitolium, fra le
colonne, a fine '800, è stata costruita una villa, ora disabitata e in completo
abbandono; si sta studiando se demolirla o utilizzarla. Ci avviciniamo ai resti
delle terme, vere rovine dopo un bombardamento nell'ultima guerra; nei pressi
un'enorme cisterna. Riprendiamo il pullman e ci fermiamo a
Zaghouan
(l'antica Ziqua) dove pranziamo; dell'antica città rimane solo un arco di
trionfo, mentre alla sommità del paese sorge il Ninfeo o Tempio delle acque con
un grande emiciclo che doveva essere coperto a volte e contenere nelle nicchie
le statue delle ninfe, in basso un bacino ora restaurato raccoglieva le acque
della fonte prima di essere incanalate nell'acquedotto; tutto l'ambiente nel
bosco è molto suggestivo. Ultimo sito della giornata è la visita agli scavi di
Thuburbo Majus: domina la città il Capitolium imponente sull'ampia
scalinata, il foro con il tempio di Mercurio con peristilio circolare e quattro
absidi a raggiera; poco lontana la palestra dei Petronii circondato da un
portico raffinato e adiacente alle terme d'estate; il tempio di Baalat insieme a
quello di Caelestis chiudono la nostra visita.
2 giugno - La mattinata è interamente dedicata alla visita al Museo del
Bardo; ci presentiamo all'apertura, ma già ci sono quattro pullman colmi
di
persone. Come in ogni grande museo c'è una grande confusione e una tale
moltitudine di persone che a mala pena si riesce a vedere qualche cosa. Conviene
isolarsi dal gruppo e andare nelle sale che si sono appena svuotate; lo sguardo
si perde nel vedere pavimenti e pareti interamente coperti da mosaici
provenienti da tutti i luoghi che abbiamo già visitato, è bene vedere il Museo
per ultimo in modo da immaginarli nelle domus e nelle terme già viste. Non si
può descrivere un museo, bisogna essere presenti: come non ricordare il "Trionfo
di Nettuno" un immenso pavimento con cinquantasei medaglioni, "Virgilio e le
Muse" in una piccola sala rivestita di piastrelle smaltate da Sousse, il mosaico
di "Ulisse" con le sirene raffigurate come uccelli con teste di donna da Dougga,
e molti altri che non è possibile elencarli tutti; e poi una piacevole sorpresa
per tutti: il direttore del museo ci porta nei magazzini del museo per vedere un
battistero ad immersione autentico gioiello completamente ricoperto di mosaici
che illustrano la vita, l'acqua con i pesci, la terra con frutta e animali, il
cielo con gli uccelli. Ritorniamo in albergo molto soddisfatti programmando per
il pomeriggio la visita della Medina. Ci addentriamo nei vicoli pieni di persone
vocianti, tutti offrono qualcosa da comprare; incontriamo il
suq el-Berka, piazza coperta ex mercato degli schiavi; bellissimo poi il
palazzetto arabo Dar Hussein con un cortile le cui
pareti sono ricoperte di maioliche decorate ora sede dell'Istituto nazionale del
Patrimonio. Dalla piazzetta antistante si può ammirare il minareto della Moschea
el-Ksar; la Grande Moschea
ez-Zitouna non è visitabile come tutte, solo il cortile ma al mattino. A
questo punto ognuno si disperde alla ricerca affannosa di grandi affari e di
regali molte volte inutili dandoci appuntamento al pullman dopo un paio di ore.
Inizia a piovere.
3 giugno - Partiamo per visitare Cartagine. La prima cosa che vediamo sono le
monumentali cisterne de "La Malga" che erano alimentate
dalle acque
provenienti da Zaghouan; sono 15 serbatoi paralleli e uno trasversale coperti a
volta (127x102 metri) con una capacità di più di 50.000 mc. Saliamo la collina
di Byrsa dove ci aspetta il prof. Hazedim Beschauch che abbiamo conosciuto alle
conferenze di Roma che ci guida alla conoscenza degli scavi; lungo le pendici
della collina sono venute alla luce alcune abitazioni puniche che erano state
sepolte sotto gli edifici dei romani che avevano livellato e allargato la
collina per costruire il Capitolium, il Foro e la Basilica. Visitiamo il Museo
nazionale allestito nell'antico convento dei Padri Bianchi accanto all'ex
cattedrale di St. Louis che raccoglie i risultati degli scavi fino ad oggi;
interessanti i disegni e i plastici della zona. Ci rechiamo agli antichi
porti
punici; non è rimasto molto, ma il modello nel piccolo Antiquarium contribuisce
ad avere un'idea della genialità e della grandezza del luogo: il porto militare
più interno circolare poteva accoglier più di duecento navi, tirate a secco e
messe a raggiera intorno ad un'isola centrale, si poteva accedere solo
attraverso il grande porto commerciale rettangolare che era in comunicazione con
il mare attraverso una piccola apertura. Nella città bassa, nel quartiere di
Salambô, visitiamo il grande
Tophet con
molte stele funerarie rinvenute in più strati durante gli scavi archeologici. I
siti da visitare sono ancora molti, ritorniamo in albergo per pranzare e
decidiamo di proseguire la visita nel pomeriggio. Ci rechiamo al parco
archeologico delle terme di Antonino, spettacolare in riva al mare, il piano di
calpestio si riferisce ai locali di servizio posti nel sottosuolo della terme,
mentre alcune colonne rialzate possono dare l'idea della grandiosità del luogo.
Il teatro troppo restaurato ci delude molto, mentre ammiriamo nel parco
archeologico delle ville romane il pavimento a mosaico con cavalli e cavalieri e
intarsi di marmo della "casa della voliera". Così la visita di Cartagine
termina, vogliamo riposarci un po' e decidiamo di andare a Sidi bou Said
affascinante villaggio alto sul mare dove le case sono tutte bianche con
decorazioni azzurre; seduti a sorseggiare un the alla menta con pinoli con un
cielo plumbeo che non promette nulla di buono, pensiamo con rammarico che il
nostro viaggio è finito e domani ritorniamo a casa.
4 giugno - Abbiamo un po' di tempo prima della partenza: alcuni ritornano al museo del Bardo, altri alla Medina, altri ancora si rilassano passeggiando nel vicino Parco del Belvedere. Arrivederci!!!
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