21 Settembre - 3 Ottobre 2002

Il 21 settembre, siamo di nuovo in partenza per un altro attesissimo viaggio, preparato molto bene dalle nostre conferenze invernali. Non vi è un volo diretto per Izmir (l'antica Smirne), dobbiamo quindi fare una sosta ad Istanbul di quasi tre ore e, anche per la differenza di orario, partiamo quando il sole già declina e si specchia su un magnifico Bosforo azzurrissimo. A Smirne ci attende un pulman con una guida locale che ci seguirà nel viaggio; arriviamo nel nostro albergo, ma la cena è mediocre e finalmente ci attende il riposo.
22 settembre - Puntuali alla colazione ore 8,
si parte per
Kyme città un tempo importante con un grande porto. Ad
Aliaga si unisce a noi la
prof.ssa Lagona che è la direttrice degli scavi; la
strada per raggiungere gli scavi è sterrata e molto stretta
tanto che il nostro pulman non passa e dobbiamo proseguire a
piedi. Il golfo è bellissimo e citato anche da Strabone; gli
scavi iniziati dai Cecoslovacchi nel 1922, sono ora affidati alla
missione italiana che ha portato alla luce alcune mura
sull'acropoli e creato un museo per ospitare i reperti del luogo.
Dopo il pranzo al sacco ci rechiamo a visitare il mausoleo di
Lisimaco uno degli eredi di Alessandro Magno; tutto quello che
rimane è rigorosamente numerato ma chiuso da un'alta rete
metallica per cui non ci resta che guardare tutti quei blocchi di
marmo dall'esterno. Al tramonto partiamo per Kusadasi.
23 settembre - Giornata interamente dedicata
alla visita di Efeso grandissima città dalle
origini remote permeata in ogni tempo di spiritualità.
Il lungo viale di pini e pinastri è molto bello e imponente e le
tante rovine ai lati della strada testimoniano la vastità e
l'importanza della città; alcune case sul pendio sono molto
interessanti anche per gli splendidi affreschi che ricoprono i muri. Il teatro è splendido, ricavato
nella collina, con il proscenio grandissimo ma molto danneggiato;
edificato tra il I e il II secolo d.C. poteva contenere 25000
spettatori; splendida anche la biblioteca di Celso, liberto
divenuto ricchissimo, che volle donarla alla sua città con un
atto di grande civiltà e magnificenza. Visitiamo il museo che
non è grandissimo ma espone pezzi molto interessanti e mirabili:
il busto di Marc'Aurelio in marmo non dipinto, una testa in
bronzo di filosofo, e certo non ultima la famosissima, amata,
adorata, implorata Artemide Efesina, imponente e impenetrabile
nel suo mistero; la statua ha qualcosa di sacro , di arcano che
affascina, e che suscita ancora oggi molte discussioni. E' in
piedi una sola colonna del suo tempio che fu una delle sette meraviglie del
mondo! La collina dove si presume sorgesse l'acropoli è occupata
da un grandioso castello medievale purtroppo non visitabile; ai
suoi piedi le rovine imponenti di una grande chiesa eretta sotto
il regno di Giustiniano sul luogo della sepoltura di San Giovanni
che qui venne a predicare e a scrivere il suo vangelo. A circa 4
km in mezzo ai boschi si trova una suggestiva località "Meryemana", la casa dove sembra visse per un certo periodo
la madre di Cristo.
24 settembre - Si parte per Iasos attraversando le verdi regioni della
Ionia e della Caria, la strada è in buona parte non asfaltata e viaggiamo
in una nuvola di polvere; si alternano pianure coltivate e tanti
olivi e all'improvviso nella zona chiamata Euromos, appare solitario e stupefacente un bellissimo tempio
costruito nel II secolo d.C. con raffinati capitelli corinzi e 16
magnifiche colonne scanalate ancora in piedi, molto ben
conservato, dedicato a Zeus, che si erge maestoso come sfida al
tempo su un mare di rovine. Giungiamo a Iasos dopo aver cambiato
pulman a causa delle strade troppo strette; gli scavi molto
estesi interessano tutto un promontorio proteso verso il mare e
si stratificano dal periodo miceneo al bizantino; il teatro si
intravede appena essendo sepolto ancora da terra e da ulivi,
sull'acropoli c'è ancora molto da scavare. Scendendo verso il
mare si vedono i resti di un castello medievale che affiora
dall'acqua; visitiamo anche una villa di età romana a mezza
costa in un paesaggio stupendo con numerosi mosaici semplici ma
praticamente intatti. Proseguiamo per Pamukkalé che raggiungiamo a notte fonda.
25 settembre - Il nostro albergo ha una grande
piscina con acqua termale e fare un bagno, di mattina presto,
nell'acqua calda è un doveroso piacere. Partiamo per Hierapolis dove ci aspetta il prof. D'Andria
direttore degli scavi. Ci mostra subito la grande strada, oltre
la porta principale della città, che era ricoperta da uno strato
di circa due metri di concrezioni minerali dovute allo scorrere
delle acque di una falda che passa nella valle del Meandro e che
ha formato anche le pozze e le stalagmiti bianchissime di
Pamukkalé. Con grande interesse visitiamo il grande tempio di Apollo, dio al quale la città era dedicata; al centro del
pavimento, nell'antico tempio limitrofo, c'è un buco rotondo, il
"botros", dal quale Apollo o chi per lui
emetteva gli oracoli e nel quale i fedeli facevano scivolare le
offerte; nella parete destra del tempio c'è il "numeralia"
e, sotto, quella che era considerata la porta dell'Ade ma che in
realtà era in corrispondenza di una grotta naturale con
esalazioni mortali di anidride solforosa. Nel pomeriggio
visitiamo il museo che è collocato nelle antiche terme romane e
possiamo ammirare un magnifico sarcofago di età romana di un
liberto divenuto ricchissimo e benefattore della città; gran
parte della città è ancora da scavare, saliamo fino alla
basilica sorta sul luogo dove si dice sia stato martirizzato San
Filippo e infine solo pochi riescono a percorrere a piedi la via
funeraria che era in definitiva la via di accesso a Hierapolis.
26 settembre - Dopo un altro favoloso bagno in
piscina, partenza per Aphrodisias
stupefacente città, ricca di bei monumenti, ampia ed elegante. L'Odeon è
delizioso e quasi perfettamente conservato con una orchestra di
marmo e una scena riccamente decorata ed anche il teatro è quasi
integro; arriviamo alla grande Agorà e al tempio di Afrodite dea
della città; il Tetraphylon è magnifico perchè in realtà si tratta della grande
porta del recinto sacro del tempio dove si esercitava la
prostituzione sacra. Le grandi rovine testimoniano che la città
era molto fiorente e importante, e conferma di ciò si ha
visitando il museo che conserva pezzi belli e interessanti; lo
stadio è uno dei più completi e conservati del mondo antico con
una capienza di 30000 spettatori.
27 settembre - Partiamo per Antalya; il viaggio è lungo e si sale fino a 1400 metri.
Antalya è una città antichissima, si dice fondata da Attalo;
è situata in splendida posizione su un promontorio all'estremità
di una maestosa baia. Ci rechiamo subito a visitare il museo,
molto moderno, che offre una sezione etnografica e una
archeologica con una panoramica delle civiltà succedutesi dal
Paleolitico fino all'età ellenistico-romana. Conclude la
giornata un giro della città e della caratteristica zona del
porto.
28 settembre - Il programma di oggi ci porta sulla costa della Panfilia. Prima tappa Side, raro esempio di antico insediamento recentemente ripopolato dove si tenta di conciliare la protezione di un ricco patrimonio archeologico e ambientale con la crescita di un moderno centro di vacanze. Il teatro è un ottimo punto di osservazione sulla città antica, le gradinate sono la parte più integra mentre la parte superiore della cavea e l'edificio di scena sono state distrutte da un terremoto, non resta quasi nulla della via colonnata e in mezzo ad abitazioni costruite a ridosso delle rovine sono visibili i resti di due templi. Il museo affacciato sul mare ha sede nell'edificio delle terme romane e raccoglie una bella collezione di sculture e alcuni sarcofagi. Ci dirigiamo verso Aspendos per ammirare il teatro uno dei più belli e dei meglio conservati dell'antichità romana eretto dall'architetto Zenone sotto il regno di Marco Aurelio e dedicato, oltre che alle divinità del luogo, alla famiglia imperiale; ha un'ottima acustica e vi si allestiscono ancora numerosi spettacoli. Dall'alto dell'acropoli si gode un bel panorama sulla piana sottostante e si scorgono i resti di un acquedotto romano con due poderose torri alle estremità. Ultima tappa della giornata è Perge. Il teatro addossato alla collina è imponente ma chiuso per restauro; quasi di fronte, lo stadio, il più grande dell'Asia Minore, ben conservato con ancora visibili le tracce delle botteghe che si trovavano sotto le gradinate. La città bassa era attraversata da una via porticata molto larga al centro della quale scorreva una via d'acqua alimentata da una fontana monumentale posta ai piedi dell'acropoli.
29 settembre - Giornata di trasferimento, si parte per la Cappadocia. Dopo quattro ore arriviamo a Konya al centro di un'oasi verdeggiante in un'arida steppa; è considerata città santa, uno dei capisaldi del sufismo, grazie anche all'insegnamento del poeta mistico persiano detto Mevlâna che fondò qui l'ordine dei "Dervisci Danzanti". Visitiamo la Selimiye Camii, il più bel monumento ottomano della città, adiacente al Monastero di Mevlâna, uno dei luoghi più importanti del misticismo islamico; le tombe dei discepoli e dei familiari del fondatore sono rivestite di drappi finemente ricamati con appoggiato il cappello la cui grandezza indicava l'importanza del defunto nella comunità. Il mausoleo di Mevlâna è coperto da un cono di ceramica verde smeraldo e il suo grandioso sarcofago è ricoperto di un pesante broccato su cui sono ricamati versetti del Corano. Il pulman riprende la sua corsa sull'altipiano anatolico, la strada è dritta e le coltivazioni di barbabietole e di grano si estendono per chilometri. Arriviamo a Nevsehir a notte inoltrata.
30 settembre - Partiamo per la valle di Göreme molto presto. La Cappadocia è annoverata fra le
meraviglie del mondo per i paesaggi naturali e i tesori di
arte bizantina che custodisce; le stranissime formazioni
geologiche sono originate da eruzioni vulcaniche di grande
imponenza con l'aggiunta di intensi fenomeni erosivi ad opera di
agenti atmosferici, vento, acqua, che hanno creato colonne, coni,
torri, piramidi e guglie con delicate tonalità di colori che
lascia stupefatti. Giriamo per le valli di Göreme e Zelve e il
nostro stupore continua ammirando piccole chiese rupestri scavate nella roccia ad una notevole distanza dal suolo
e affrescate con semplici disegni geometrici durante il periodo
iconoclasta e poi con figure di Santi e di Gesù Cristo,
testimonianza di un movimento di monaci eremiti, ma anche di
piccole famiglie che hanno resistito nelle grotte per circa tre
secoli fino all'avvento dell'impero ottomano che ha mandato via
tutti ponendo fine al monachesimo in quei luoghi. Nel pomeriggio
partiamo per Ankara e facciamo una sosta sulle rive del Lago Salato: il paesaggio è lunare e sembra senza vita, nessun
uccello in volo, tuttavia cresce l'erba salinaia, unica pianta
che cresce nel sale con tonalità rossastre contrastanti con il
biancore del paesaggio. Arriviamo ad Ankara che è buio, la città
ci appare come una grande metropoli, con palazzoni, forte
illuminazione, traffico e...distributori di benzina.
1 ottobre - Partiamo per la terra degli Ittiti;
il viaggio è molto lungo, avvicinandoci ad Hattusa, capitale dell'antico regno ittita, notiamo molte
strade in costruzione, forse il governo vuole incrementare il
turismo della zona. Ci accoglie un'ampia valle, bellissima,
circondata da aspre rocce e da strapiombi, disseminata sul
declivio dai resti dei grandi templi, tutti con grandi ambiente
quadrati al centro e altri più piccoli, circondati dalle mura,
mentre i resti di quelle che si pensa siano abitazioni sono
collocati più in basso. Le rovine sono gigantesche, le mura
mastodontiche e poderose, di grande spessore, le porte
sono decorate con enormi monoliti e archi ogivali, magnifica
quella dei leoni. Proseguiamo per Yazilikaya,
il principale luogo di culto ittita, particolarmente interessante
per i numerosi rilievi scolpiti nella roccia; monumentali scalinate conducono
ad una grande corte che dava accesso alla parte sacra del tempio
ricavata da una fenditura naturale della roccia. Visitiamo anche
il sito archeologico di Alaca Höyük,
abitato da una popolazione preittita, che da piccolo centro di
agricoltori, si trasformò in una capitale potente e ricca;
possenti bastioni costruiti con grossi blocchi in cui si aprivano
numerose porte tra le quali maestosa è quella delle Sfingi; in
una vasta depressione è l'imponente necropoli reale preittita da
cui provengono reperti di grande interesse oggi al museo di
Ankara.
2 ottobre - Giornata dedicata alla città di
Ankara cominciando dal Museo delle Civiltà Anatoliche che occupa
due antichi edifici, alla base della cittadella, destinati a bazar coperto e
caravanserraglio. Il Museo è di eccezionale interesse per la
ricchezza delle collezioni che abbracciano tutte le civiltà
succedutesi in Asia Minore; i reperti sono esposti in ordine
cronologico e partono dal Paleolitico, neolitico (pitture murali),
calcolitico e bronzo antico (spiccano i dischi solari di raffinata fattura e gioielli in oro e argento).
Segue il periodo delle colonie assire (bronzo medio), quello
ittita, il frigio (ricostruzioni di camere sepolcrali e della
tomba attribuita a re Mida), urarteo ellenico. Usciti dal museo
raggiungiamo la Cittadella da dove si ha un ampio panorama sulla città; notevoli
le mura bizantine, la più antica verso la sommità, poi ne fu
costruita un'altra più in basso utilizzando anche materiale di
antichi monumenti, colonne, capitelli , lapidi. Vorremmo vedere
anche l'iscrizione bilingue (latino e greco) di altissimo valore
storico incisa sulle pareti del Tempio di Augusto, con la sua
vita e le sue imprese, ma purtroppo la troviamo completamente
rivestita da una impalcatura. Pomeriggio libero con giro nella
città, poi a cena e a letto presto
3ottobre - Sveglia alle 4 per volare ad Istanbul e poi a Roma; viaggio finito, nella mente tanti splendidi ricordi che sono i migliori souvenirs da portare a casa.
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